


ROMA - Lo SPI CGIL Civitavecchia Roma Nord Viterbo oggi è in piazza a Roma alla contromanifestazione indetta dalla CGIL regionale insieme a tutte le forze antifasciste in opposizione al corteo dell’estrema destra, scesa in strada a sostegno di un progetto di legge popolare che mira a svuotare la presenza straniera nel Paese tramite espulsioni di massa e allontanamenti. Riteniamo inaccettabile concedere spazio a eventi che seminano intolleranza e spaccano la collettività, ponendosi in aperto contrasto con i principi democratici della nostra Costituzione.
Così come condanniamo fermamente la gravissima provocazione avvenuta a Viterbo, dove su un palazzo privato è comparso un enorme manifesto incentrato sul concetto di 'remigrazione'. Non si tratta di una semplice parola, ma di uno slogan discriminatorio e intriso di razzismo e xenofobia che calpesta la nostra dignità democratica. Respingiamo con forza questa visione che vorrebbe cancellare ed escludere intere famiglie di migranti, trattando persone in carne e ossa come un pericolo da eliminare anziché come cittadini da accogliere. Viterbo non può e non deve tollerare simili messaggi di rancore.
Ipotizzare l'allontanamento forzato è un'assurdità sociale ed economica che si accanisce persino sulle nuove generazioni. È disumano pensare che ragazzi nati e cresciuti in Italia, che si sentono a tutti gli effetti italiani pur non avendo ancora la cittadinanza, debbano convivere con l'incubo di una deportazione.
La 'remigrazione' è solo un'arma di distrazione di massa. L'estrema destra specula sulle fragilità dei cittadini, inventando un finto colpevole per mascherare i disastri causati dalle attuali scelte politiche.
Il governo, infatti, sta sistematicamente ignorando i bisogni reali del Paese: non aumenta i salari, rende il lavoro sempre più precario e non affronta le disuguaglianze sociali. A questo si aggiunge il progressivo smantellamento della sanità pubblica e il mancato adeguamento delle pensioni, che colpiscono duramente le fasce più vulnerabili della popolazione. Invece di garantire una sicurezza reale e combattere l'illegalità, si preferisce alimentare la cultura del rancore e additare il migrante come nemico pubblico per mascherare le proprie colpe. Questo esecutivo sta tradendo il mandato della Costituzione, che imporrebbe di tutelare il lavoro, difendere i servizi essenziali e garantire a tutti i cittadini città sicure, dignitose e accoglienti.
Fino a quando la politica non tornerà a occuparsi dei bisogni reali delle persone, si continuerà a lasciare un pericoloso spazio di manovra a chi soffia sulle paure per alimentare l'odio e dividere la società.